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garage ermetico
Se una vignetta è nel mezzo di una gabbia, per esempio, possiamo leggere in alto, in basso o anche diagonalmente così come avanti ed indietro. Questi movimenti potrebbero essere o non essere importanti per la narrazione e l’artista può favorire o scoraggiarli, ma la loro possibilità sottolinea un aspetto di base della nostra esperienza come lettori di un fumetto. Ad un certo punto i nostri occhi guardano la pagina nel suo complesso o, nel caso che analizzeremo adesso, due pagine insieme. Il fumetto è un medium sia sequenziale che simultaneo. Alan Moore e Dave Gibbons erano sicuramente a conoscenza di questo fatto quando crearono Watchmen. La tensione tra la successione lineare e la percezione simultanea emerge fortemente nel contrasto tra la comprensione superumana del tempo come un gioiello sfaccettato da parte del Dr. Manhattan e lo sforzo di tutti gli altri personaggi di capire cosa stia accadendo attorno a loro, minuto dopo minuto, mentre l’orologio si avvicina inesorabilmente alla mezzanotte.
(In verità il muro di schermi di Adrian contiene 36 schermi, sistemati in un quadrato 6x6). Entrambe le strutture presentano a qualche livello un campo visuale aperto dove siamo liberi di cercare e trovare associazioni. E’ abbastanza facile per poter capire cosa significhi in relazione alla trama di Watchmen; Ma cosa possiamo dire di quell’altro senso “visuale” della trama? E’ possibile leggere questo fumetto lateralmente? Qui sotto ci sono sette esempi di semplici o basilari letture laterali, ottenute spostandoci dalla vignetta più a destra di una pagina a sinistra direttamente a quella più a sinistra della pagina seguente, senza guardare le vignette in mezzo. E’ una tecnica essenzialmente arbitraria che è possibile applicare a qualunque fumetto, ma in Watchmen i risultati ottenuti si sono rivelati molto interessanti. Anche se queste corrispondenze probabilmente non furono pianificate da Moore e Gibbons [Non ci scommetterei…Ndt], ci mostrano come sono densamente connesse e piene di significato tutte le tematiche di Watchmen. Anche se queste connessioni non erano volute, sono comunque lì, sulle tavole. Gli incidenti capitano. Sempre che voi crediate agli incidenti… Capitolo I, Pagine 8/9
Come molte connessioni in Watchmen, questa verte sul significato delle parole e su giochi verbali/visuali. Possiamo leggere il commento di Rorschach “Hurm” messo in contrasto con l’avvertimento di Hollis Mason, “Hey, vedi di moderare il linguaggio!”. Vedere ed in più di un senso: perché il linguaggio (o il modo di parlare) è reso visibile qui e perché il lettore passa un sacco ad “osservare” come il linguaggio di Watchmen emerga e scorra nella narrazione.
Capitolo II, Pagine 4/5
Al raduno dei Minutemen, Sally si sta difendendo dalle eccessive attenzioni di Edward Blake, il Comico, che tenterà poi di stuprarla. Questo sembra avere una corrispondenza nelle parole di Laurie nel 1986: “Onestamente, mamma, sembra incoraggiare questi tipi…”. Blake aveva detto qualcosa di simile su sé stesso e, ancora una volta, ha a che vedere con i costumi: “Devi pur avere una ragione per indossare un costume come quello, eh?” (II.6.2.). In un certo modo Sally “incoraggia” Blake, dal momento che poi lei avrà una storia con lui durante la quale Laurie sarà concepita. Capitolo II, Pagine 6/7
Capitolo III, Pagine 26/27
Nella pagina a sinistra (III.26), il Presidente Nixon ascolta mentre uno dei suoi “umanoidi” analizza una simulazione di guerra nucleare, discutendo dell’impatto dei venti e dei funghi atomici nel mondo post-guerra. Contemporaneamente, sulla pagina dopo, il dr. Manhattan alza della polvere aliena mentre cammina sulla superficie di Marte (“Il mio mondo rosso significa per me di più rispetto al tuo mondo blu”). Una bomba-h formato uomo circondata dal suo stesso fungo atomico?
L’avvertimento sulla “Devastazione totale” deriva dal discorso di un generale (che assomiglia in modo piuttosto sospetto a Buck Turgidson nel Dottor Stranamore di George C.Scott) che assicura a Nixon che le forze militari degli stati Uniti possono spazzare via metà dei missili sovietici sul campo. (Non sto dicendo che non avremo i capelli spettinati…) Marte è, ovviamente una scena di desolazione, se non di totale devastazione: un pianeta che ha scelto la mancanza di vita rispetto alla vita stessa, come sottolinea il Dr. Manhattan. Capitolo VI, Pagine 6/7
Capitolo VI, Pagine 7/8
La lettura laterale su queste due tavole non è così ovvia visivamente come altre, ma è la più impressionante per la sua sottigliezza. A dire il vero sembra esserci più una disconnessione piuttosto che un legame in questo caso. Dall’intervista di Rorschach in prigione andiamo a “casa” con Mal Long. Ma le cose potrebbero non essere così semplici come sembrano. Le vignette sulla pagina a sinistra (VI.26) gradualmente si spostano da un primo piano di una macchia di Rorschach. La voce nelle didascalie in queste vignette appartiene a Kovacs/Rorschach che chiude la storia delle sue origini con un roboante “E Rorschach fu”.
Capitolo VII, Pagine 14/15
Anche se questo è uno dei contrasti più duri del fumetto – Ozymandias che compie un’incredibile evoluzione acrobatica per la Tv mentre Dan non riesce a fare sesso con Laurie – permangono comunque alcuni dettagli interessanti in questa sequenza incrociata. Sì, le gambe di Ozymandias così rigide proiettano un angolo decisamente suggestivo (VII.14.9) in contrasto, nella vignetta opposta (VII.15.7), con l’angolo del corpo di Laurie che si sistema vicino a Dan. E ci sono gli Uuuh, gli Aah e pure un “Ooommmmm” detto da Dan, nel caso la cosa non vi fosse chiara. Attraverso la lettura laterale, però, scopriamo che ci sono elementi più sottili in gioco. Si noti l’immagine curva, convessa dello schermo televisivo nella vignetta più a sinistra (VII.14.7), che ricompare nella terza, quarta e sesta vignetta della serie. Nell’ultima vignetta (VII.15.9), lo schermo si riflette nella superficie curva degli occhiali di Dan che guarda distrattamente il rumore bianco sullo schermo (ai tempi non esisteva ancora la tv via cavo che trasmetteva 24 ore al giorno).
di Jessica Furè e Stuart Moulthrop [continua] |
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